Intervista a quattro occhi con Weid formidabile artista

Intervista a quattro occhi con Weid formidabile artista

Con grande piacere diamo il benvenuto a Simone Maritano, pseudonimo di Weid, artista poliedrico che sta spopolando nelle piattaforme musicali. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro TU, approfondiamo con riconoscenza l’intervista a Weid, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Apprenderemo curiosità, vizi e virtù della musica e della vita, Weid si narrerà con quelle che sono le collaborazioni, fra le tante, quelle con TRBRec, le esperienze, e i progetti futuri. Entriamo nel vivo dell’intervista e diamo un caloroso benvenuto a Weid!

Com’è nata tua la passione per la musica?
Ho sempre avuto una passione sfrenata fin da bambino, grande fan dei Black Eyed Peas. Ho cominciato ad innamorarmi della musica rap con Eminem e Jay Z e invece della musica pop con Ed Sheeran. Ho registrato per la prima volta un po’ sotto costrizione a dire il vero perchè un mio amico aveva creato uno studio nel 2018 e non so come mi hanno spinto a provare qualcosa, da quel giorno è stato amore.

“Weid” vogliamo sapere di più dei tuoi superpoteri…!

Superpoteri è una parolona. Diciamo che studio canto da 2 anni, neanche tanto in realtá però per ora è l’abilitá che credo e spero di aver affinato meglio. Sto studiando pianoforte un po’ da autodidatta e un po’ seguito e frequento le lezioni di Mario Fanizzi per quanto riguarda il Songwriting. Forse il mio superpotere piú grande è quello di avere sempre voglia di migliorarmi ininterrottamente e di essere ultracompetitivo con me stesso .

Come descriveresti la nascita di TU?
La nascita di TU deriva da una riflessione spuntata a cena dai miei nonni. Stavo ascoltando una conversazione tra mia madre e mio nonno e mi sono accorto di come quest’ultimo abbia raggiunto una pienezza di spirito tale da non lasciarsi piú coinvolgere dal giudizio degli altri. Arrivato ad una certa etá hai fatto un percorso e ti dovresti essere (teoricamente) realizzato come persona, dovresti possedere le tue veritá inopinabili. Quante volte ci si imbatte in persone anziane che vengono definite chiuse mentalmente e la gente giustifica la questione con “eh, è l’etá”. L’etá ti permette dei paletti alla tua “struttura” che diventa sempre piú salda. Al contrario la gente della mia etá è pervasa da dubbi, paranoie ,ansie di un futuro che deve ancora venire,paure di sbagliare costantemente e cosí via… Quindi TU è una mera riflessione sugli stacchi generazionali.

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

Purtroppo no. Per il momento ci stiamo concentrando sul creare una fanbase solida che si appassioni in primo luogo alla musica.

Spesso i video all’inizio sono un investimento a “vuoto” di denaro e risorse. È bene sondare un attimo il terreno.

Il lavoro sarà contenuto in un EP/Album?

Molto probabilmente sí. Dovrebbe appartenere ad un piccolo EP di 4 tracce che spero di far uscire a breve.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

La parte piú difficile è sempre riuscire a crearsi un’identitá propria. Ed ammetto di essere ancora nel mezzo del processo. Perciò oserei dire tortuoso e ricco di insicurezze.

Con il tempo, però sto trovando la mia strada ed è una delle soddisfazioni più belle.


Quali sono le tue influenze artistiche?

Le mie influenze artistiche a livello di ricerca del suono per ora sono improntate verso Troye Sivan. Per quanto riguarda il song writing mi ispirò molto a Ed Sheeran (mio cantante preferito), Justin Bieber e Shawn Mendes. Sono anche un grande fan di Michael Jackson, Ne-Yo e il primo Jason Derulo.


Quali sono le tue collaborazioni musicali?

A livello di produzione, collaboro con I FLY, un ragazzo della mia etá che ha studiato al CPM di Milano, siamo praticamente un duo; inseparabili.

E la collaborazione con TRBRec nel lavoro in promozione?

Splendidamente. Sono un’etichetta veramente professionale. Sono sempre presenti per qualsiasi consiglio e mi hanno indirizzato veramente dal primo passo.

Hanno dei tempi di risposta molto rapidi, il che consente una comunicazione proficua.


Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Direi principalmente le emozioni, di qualsiasi matrice. È il motivo per cui scrivo testi tendenti un po’ di piú all’astratto. Non amo parlare di storie o di atti concreti quotidiani. Sono una persona che sta sempre da sola, studia molto e lavora. Di conseguenza ho un rapporto molto profondo con me stesso e voglio provare ad esprimerlo in tutto e per tutto. Ovviamente in chiave moderna, senza sfociare nel cantautorato.


Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Ho avuto un passato come rapper nel quale ho fatto qualche live e aperto due artisti di un certo calibro come Beba e Dani Faiv. Ma mi sono lasciato quel mondo alle spalle da un pezzo e, da quando ho creato questa nuova identità non ho ancora avuto la possibilità di esprimermi su un palco, a causa delle restrizioni in seguito all’emergenza da Covid-19.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Personalmente trovo la scena italiana quasi completamente sterile, mi spiace dirlo da italiano. Ma ci sono davvero pochi artisti con un sound internazionale, che possano essere comparati ai colleghi americani, che a livello musicale sono avanti di circa 5 o 6 anni. Nutro una profonda ammirazione per Mahmood Joan Thiele, Tha Supreme e Mara Sattei. Trovo siano al momento tra i pochi artisti con un sound proprio e particolare. Tutto il resto, purtroppo, faccio davvero fatica ad ascoltarlo, e un po’ mi pento essendo italiano, ma non mi suscita davvero nulla.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

L’unico altro brano uscito per ora è Abisso, una canzone molto piú tranquilla e malinconica con uno sfondo amoroso, visto sotto gli occhi del pianto.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Penso che per ogni artista sia un periodo molto negativo.

Durante le varie quarantene e zone colorate ho sofferto molte volte il “blocco dello scrittore,” a causa di mancanza di stimoli.

Attualmente vorrei avere la possibilitá di esibirmi live e girare l’Italia o anche solo la mia regione, ma è ancora molto complicato. Devo ancora comprendere le dinamiche di questa situazione.

Progetti a breve e lungo termine?

Per ora solo l’EP precedentemente menzionato. Ma ho in sperimentazione altre 5 / 6 canzoni. Dovrei “teoricamente” avere l’anno coperto! A livello di vita personale mi sto laureando e vorrei a breve trasferismi a Milano per dare una nuova aria alla mia vita.

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