Scomoda e altre storie, raccontate direttamente da Cerry

Scomoda e altre storie, raccontate direttamente da Cerry

Diamo oggi il benvenuto a Cerry, artista poliedrico che raccoglie consensi a go-go. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro Scomoda, condividiamo con piacere l’intervista a Cerry, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Scopriremo interessanti retroscena musicali e di vita, Cerry si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, fra le tante, quelle con Red&Blue, le esperienze, e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Cerry!

Com’è nata tua la passione per la musica?
La mia passione per la musica è nata all’età di 8 anni, quando i miei genitori acquistarono una chitarra classica come “arredo” per la casa; me ne innamorai. Ricordo che fin dal primo giorno strimpellavo senza avere la minima idea di ciò che stavo facendo; qualche mese dopo, i miei mi iscrissero a un corso di chitarra e da lì è iniziato questo amore infinito.

Il personaggio può essere una maschera, protettiva quando ci esibiamo. Calato il sipario, chi troviamo dietro Cerry e il suo personaggio,?
Dietro Cerry troviamo Antonio, un ragazzo che conduce una vita normale, frequenta l’università, lavora d’estate e cerca di conciliare due carriere: quella accademica e quella artistica. Non credo che Cerry sia mai stata una maschera per me; lo stesso nome d’arte è derivato dal mio cognome ed è sempre stato tutto naturale, fin dall’inizio. Ancora oggi, ciò che faccio e ciò che pubblico riflette sia la mia persona che il mio personaggio.

Come descriveresti la nascita di Scomoda?
Il brano è stato scritto in un impulso creativo, alimentato dalla volontà di raccontare la storia di un giovane compositore di canzoni d’amore. Stanco delle delusioni affettive, decide di intraprendere una nuova direzione, componendo un’ultima melodia che riflette sul tema della sua vita sentimentale, prima di dedicarsi interamente a se stesso.

E com’è nato il suo videoclip?
Sono sempre stato appassionato delle cose semplici e minimali. Amo i video Visual per la loro chiarezza e immediatezza, quindi la scelta è stata facile. Tuttavia, ho riflettuto sul luogo ideale per girare il video e ho deciso di farlo nella città che mi ha accolto negli ultimi anni: Padova.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?
Al momento non ho in programma nessun album; preferisco pubblicare le canzoni singolarmente perché credo possano arrivare in modo immediato e diretto.

Studi, gavetta, sudore e soddisfazioni… vogliamo conoscere la tua storia, tutto il suo percorso!
Il mio percorso musicale ha inizio fin da piccolo, all’età di 8 anni, con la mia primissima chitarra. Successivamente, a 9 anni, inizio a cantare e ad accompagnarmi con strumento e voce. Ma è solo verso i 15/16 anni che ho una vera svolta artistica: nasce in me il desiderio di scrivere e comporre le mie canzoni, diventando quasi una necessità. Ovviamente, partendo da zero, ci è voluto un bel po’ di tempo per capire la mia direzione artistica, sia dal punto di vista del genere musicale che degli argomenti trattati nei miei testi. Con l’avvicinarmi alla produzione, decido di imparare anche il pianoforte, che considero uno strumento essenziale nella produzione musicale odierna. Mi trasferisco a Padova per l’università all’età di vent’anni, e poco dopo frequento uno stage presso lo Studio2 di Padova. Questa esperienza accende in me la voglia di pretendere di più da me stesso e di impegnarmi a fondo nel mio lavoro.

Quali sono le tue influenze artistiche?
Ho sempre ascoltato principalmente musica italiana, forse per la vicinanza linguistica o perché durante i viaggi in auto c’erano sempre Ligabue e Vasco a tutto volume! Sono cresciuto con il rock e il metal nelle cuffie, ma nel tempo sono tornato al pop italiano. Mi ispiro agli artisti della nuova scena come Coez, Rkomi e Luchè, portando però nel cuore gli artisti che hanno accompagnato la mia infanzia come Ligabue, Pino Daniele e Biagio Antonacci.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?
Le mie prossime collaborazioni saranno tutte con lo Studio2 di Padova, con cui ho sviluppato un ottimo rapporto. Abbiamo molti progetti in cantiere e non vediamo l’ora di poterveli mostrare!

E la collaborazione con Red&Blue nel lavoro in promozione?
Ho deciso di affidarmi a persone più esperte di me nel settore, credo fermamente che il raggiungimento di un obiettivo sia il risultato dell’unione di più persone e non del lavoro di un singolo.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Con la mia musica cerco di trasmettere momenti quotidiani con cui tutti possano identificarsi e farli propri. Credo che sia importante scrivere in modo che tutti possano immedesimarsi nel testo e renderlo personale attraverso i propri ricordi.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Credo che la scena italiana abbia chiaramente delineato la sua direzione. Apprezzo molto il connubio tra il rap e il canto, che ho sperimentato anche io in alcune canzoni. Ogni tanto mi piacerebbe sentire qualcosa di più rock in classifica, però apprezzo la musica odierna perché è quella che mi sta accompagnando nel mio percorso.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?
Sicuramente “Stupida Domenica” ha segnato una svolta molto importante nel mio percorso artistico, soprattutto dal punto di vista mentale e nell’approccio alla musica.

Sorprese e anticipazioni. Cosa bolle in pentola e a cosa stai lavorando?
Sto lavorando su un brano che sembra quasi essere la risposta a “Scomoda”, come se il ragazzo si fosse liberato dai suoi dubbi e paure e avesse cominciato a scrivere veramente per sé stesso. È stato un colpo di fulmine che è arrivato completamente a sorpresa, senza pensarci troppo.


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