Da 2000 Metri a tutta la sua vita, giù la maschera per Silvia Alibrandi

Da 2000 Metri a tutta la sua vita, giù la maschera per Silvia Alibrandi

Con grande gioia diamo il benvenuto a Silvia Alibrandi , artista poliedrica che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro 2000 Metri, leggiamo con curiosità l’intervista a Silvia Alibrandi , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! In punta di piedi ma con la curiosità di un bambino entriamo nella musica e nella vita, Silvia Alibrandi ci racconterà con quelle che sono le collaborazioni, tra le più importanti come quelle con Red&Blue, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto a Silvia Alibrandi !

Com’è nata la tua passione per la musica?

Per queste cose un momento preciso non credo che esista. Da quando sono piccola ho ricordi di me che canto. Sono figlia di un papà chitarrista, e il suono della chitarra ha accompagnato e accompagna ancora qualsiasi momento della mia giornata. C’è sempre stata la musica, in mille forme diverse. È una ricerca, un andare in tante dimensioni, un vivere così tante emozioni. Non credo di saperlo spiegare a parole, è sempre stata con me, è nata con me… e me la porterò sempre accanto.

“Silvia Alibrandi” vogliamo sapere di più dei tuoi superpoteri…!

Per il momento considero un superpotere sicuramente il fatto di aver girato il videoclip della canzone sulla neve, con vestiti leggerissimi addosso, e non essermi ammalata!

Sono una persona semplice, con tanti interessi che cerca di coltivare ogni giorno. Amo cantare, amo recitare, purtroppo non ho il superpotere della danza, ma studio anche quella da diversi anni perché ho sempre amato il mondo del musical. Diciamo che questo mestiere richiede superpoteri per riuscire sempre a studiare, ad essere in forma, ad essere pronto, però poi, il superpotere più grande è riuscire ad essere sé stessi. E io sono una persona con tanta fantasia, tanti capelli ricci, tanto emotiva, un po’ goffa, ma per fortuna autoironica.

Come descriveresti la nascita di 2000METRI?

2000METRI nasce dalla fine di una relazione importante. Ero molto arrabbiata, triste, e soprattutto mi sono sentita incompresa. Quindi ho scritto insieme a Paolo questo brano, che è un dire tutto quello che o non sono stata capace di dire, oppure ho detto, ma non è stato capito. È stato liberatorio scriverla. Questa canzone è un dialogo. Ma nonostante ci siano tutti i sentimenti negativi che possono esserci durante una rottura, l’amore che c’è stato rimane, è stato troppo forte, lo è ancora, quindi è bello arrivare a 2000 metri dall’asfalto.

E com’è nato il suo videoclip?

Il videoclip nasce letteralmente dal titolo della canzone: siamo andati a 2000 metri di altezza, anzi per la precisione a 2123, in Abruzzo, sul Gran Sasso. Ma non è solo per l’altitudine che siamo andati in mezzo alle montagne. Non volevo raccontare una storia con il videoclip, ma esprimere delle emozioni. La malinconia, la nostalgia, ma anche la purezza di un sentimento. Quindi il regista Marko Carbone ha avuto l’intuizione della neve e mi ha guidata in un viaggio secondo me bellissimo.

È prevista l’uscita di un disco?

Ci sono altre canzoni che a breve usciranno. C’è il disegno di un progetto, non so se diventerà un disco, ma sicuramente c’è una linea.

In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, vuoi raccontarcele?

Mamma mia se ci sono le peripezie. Il mio percorso da cantante si affianca a quello della recitazione. Sono dei percorsi in cui ti devi sempre mettere in gioco e metterti in discussione, e penso che una persona che si affaccia a questo mondo debba essere predisposta a farlo. Con il passare degli anni ci sono momenti in cui si fa molta fatica a vedere con chiarezza l’obiettivo, perché di no se ne ricevono tanti. Per tanti motivi, e molte volte non si capiscono. Tante cose accadono e non sono magari come ce le eravamo immaginate. Ho avuto dei momenti in cui mi sono buttata giù e ho dubitato della mia voce e di me stessa. Perché poi mi sentivo già vecchia a 25 anni, col covid di mezzo alcune opportunità erano sfumate dall’oggi al domani, molte volte mi sono lasciata condizionare dal giudizio di persone che neanche sapevano chi fossi, ma il cui giudizio per me era importante. “No perché tu sei bella, ma non bellissima, il tuo primo piano non è così forte, ti vengono le smorfie sul mento, quindi, devi fare di più attorialmente di fronte a queste cose che non ti aiutano”. Quando non superi un provino, devi ricordarti che ci sono tanti motivi, a prescindere dalla bravura, per cui non si viene presi. Magari non sei giusta per una parte perché hai gli occhi azzurri e la pelle chiara, perché sei un soprano e non un mezzo. Non lo puoi sapere. C’è una linea sottile in cui non ti puoi solo giustificare, devi anche vedere con chiarezza se hai fatto degli errori, e cosa puoi migliorare; ma in questa linea è facile cadere e darsi per vinti. Per me è stato importante in quel momento imparare a respirare e a cercare di capire come funziona la mia mente. Nei momenti no devi trovare la forza in te stesso, perché nessuno ti verrà a bussare alla porta, e anche se la tua famiglia ti sostiene, e io sono stata fortunatissima ad avere una famiglia che lo ha fatto in ogni modo, la forza la devi avere tu, perché sei tu che ti metti di fronte a un pubblico, a una giuria, a un casting, e porti te stesso, con tutte le tue sfaccettature.  Cerco di ripetermi più volte possibile che se sbaglio imparo e non succede nulla, perché per fortuna da quello che faccio non dipende la vita di nessuno.

Quali sono le tue influenze artistiche?

Ce ne sono diverse. Da una parte ho il Musical, che è un mondo enorme, che mi influenza tantissimo, perché le canzoni hanno tantissime melodie, si recita e si canta, quindi l’interpretazione è al massimo livello, e tutto questo io cerco di riportarlo anche nelle mie canzoni. Lady Gaga vive e interpreta in una maniera pazzesca mentre canta. È senza alcun dubbio un punto di riferimento per me.

In Italia amo Elisa. Lei usa la voce in una maniera perfetta, è una perfezionista della tecnica vocale, e le sue canzoni sono intime, mettono in risalto questa voce melodiosa, sono sempre molto emotive.

Poi per me è importantissimo il testo, e mi rispecchio molto in quelli di Ultimo, che hanno quella vena romantica, malinconica, piena di sogni, in cui si sentono sempre un bisogno e un’urgenza.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?

Per il momento sono contentissima di avere L’ennesimo che mi affianca nella scrittura e nella produzione dei brani. Il sogno nel cassetto sarebbe un giorno duettare “Give me love” con Ed Sheeran. Ma a parte i sogni mi piacerebbe in futuro fare delle collaborazioni con artisti che siano anche un po’ più lontani dal mio mondo. Mi piacerebbe molto duettare con un gruppo rock, perché no.

E la collaborazione con Red&Blue nel lavoro in promozione?

Questa collaborazione nasce dalla guida di Gianni Testa, di cui mi fido ciecamente e stimo nella maniera più totale. Sono troppo felice di come sta andando questo percorso, anche solo dover fare tutte queste interviste è molto emozionante per me. Sono cose che mi porterò dietro per tutta la vita.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Io tendo a scrivere di esperienze vissute. Con 2000METRI mi rivolgo a persone che hanno sofferto o stanno soffrendo per amore, che non riescono più a parlare con la persona che hanno accanto, che ritrovano l’amore per sé stessi. Io vorrei solo esprimere emozioni.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Questa è la mia prima pubblicazione. Ancora non ho avuto l’esperienza di cantare dal vivo questa canzone. Non vedo l’ora di farlo. Come dicevo ho avuto la fortuna di avere un papà chitarrista che ho sfruttato perché abbiamo fatto tantissimi concerti insieme da quando ero piccolissima. Il primo è stato a 9 anni. E abbiamo suonato un po’ di tutto, dal musical, al blues, al pop… manca solo fare un concerto con tutti i miei inediti.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?.

Il panorama è vasto, quindi naturalmente ci sono artisti che seguo e altri no. Amo Elisa, Ultimo, i Pinguini tattici Nucleari, Calcutta… sono un’amante dei cantautori, cioè io impazzisco ai concerti di Baglioni e ascolto tantissimo Lucio Dalla, Pino Daniele, Gaber…

Magari non amo chi fa il cantante senza conoscere la musica, o senza saper cantare, che è una cosa che al giorno d’oggi si può fare. La tecnologia ha aperto infinite possibilità e questo è bellissimo, ma penso che nel momento in cui intraprendi questo percorso, e hai la fortuna di farlo, devi avere anche l’umiltà di studiare ed essere preparato.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Ripeto, questo è il primo brano, ascoltate questo.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Mi sono anticipata prima dicendo il duetto con Ed Sheeran. Mi piacerebbe tantissimo interpretare un giorno Luisa Contini del musical “Nine”. E mi piacerebbe portare con me papà a suonare insieme su un palco grande.


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