Alice & Peter: da un libro a un album per cantare l’amore

Alice & Peter: da un libro a un album per cantare l’amore

Luci spente sul palco”, in anteprima Sky TG24 il giorno 16 maggio ( https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2022/05/15/alice–peter-luci-spente-sul-palco-video) è il singolo di Alice & Peter (Gianni Venturi, Chiara BrighentiMargherita Parenti – Marika Pontegavelli), che accompagna l’uscita del disco “L’amore è una grazia” (PMS Studio – BMRG edizioni) in radio e negli stores dal 20 maggio e presentato il giorno 23 al Bravo Caffè di Bologna. Un album che narra dell’amore, l’amore indispensabile, che si cela dentro ad ogni opera, l’amore che è energia, l’amore totale.

Tutto nasce da una raccolta di poesie di Gianni Venturi, “L’amore è una grazia” (pubblicata contestualmente all’album), lo stesso progetto Alice & Peter nasce da una idea di Gianni che, dopo tanta sperimentazione sia con la band Altare Thotemico che con Moloch e altri progetti solisti, sente “il desiderio di scrivere di amore: “la paura di banalizzare un percorso era tanta, ma poi ho pensato che l’amore non può essere banale, anzi è quanto di più complesso esista! A volte lo si indirizza nei confronti del compagno o compagna, altre nei figli, o negli animali, non importa, l’amore si nutre di sé. Il darlo o riceverlo non sono importanti quanto la sua stessa esistenza. Tutta la creazione è un atto d’amore”. 

Così, lo stesso brano “Luci spente sul palco” vede la luce in una sera malinconica, in sala prove: mentre Gianni recitava il testo, Marika ha sfiorato il piano, Chiara toccato le corde, poi Margherita… da poesia si è trasformato in un canto che narra la malinconia, la fine del tango e le braccia di una donna in cerca d’amore e attenzione, che danza e si abbraccia da sola. Poi lo scorrere del tempo, quando da vecchi si ripensa alla presenza, ai baci non dati e a tutto l’amore perduto, come il tango che non si può più danzare… “Ho voluto giocare con la band con il jazz il tango e, perché no, un pochino di pop”. Un mood che il video rappresenta visivamente https://youtu.be/UvgOU3t4ehI  con grande forza emotiva: l’assenza e la sentita presenza, lo scorrere degli anni, la solitudine ed il ricordo degli anni felici della balera; narra così la fine dell’amore come se fosse la fine del tango, le luci si spengono e torna la malinconia solitaria, lei che danza da sola avvolta dalle sue stesse braccia. Le piccole cose, narrate da Eugenio Squarcia, regista, appaiono come gesti solenni: il video si apre con ricordi memorie morbide e serene, poi la solitudine della vecchiaia con la ricerca o il sentire una presenza, una sorta di fantasma onirico.

“L’amore è una grazia”

 L’album

“Poeti, cantori, scrittori hanno narrato l’amore, con versi sublimi, cosa mai potrei dire di nuovo?” Si chiede Gianni Venturi…  La verità è che ogni amore è un nuovo viaggio verso l’assoluto, un bacio non è mai uguale ad un altro bacio.  Un album che è una raccolta di poesie d’amore, nulla di più semplice, ma al tempo stesso complesso. La musica vestendo i versi si trasforma in poesia e viceversa, non a caso i testi sono tratti dalla raccolta poetica di Gianni che porta lo stesso titolo del disco: “L’amore è una grazia”. Non bisogna mai trattenere un abbraccio, una carezza, mai essere avari in amore, ma dispensarlo a piene mani.  Un lavoro, meditato, scritto e suonato, a lungo elaborato… Un viaggio, nell’amore, un amore assoluto del quale non bisogna perdere nemmeno un minuto.  Il linguaggio musicale spazia da lampi di jazz, chicchi di tango e tanta anima. L’amore è una cura, ti cura, se solo per un istante il mondo intero si amasse, cambierebbe radicalmente il destino dell’umanità! L’amore è una grazia!

Track list

  1. Per te che sei grazia
  2. Cuore cemento
  3. Amandoci di più
  4. Sinfonia del colore
  5. Saudade
  6. Il tango di Buenos Aires
  7. Prima tu o io?
  8. Luci spente sul palco
  9. Ti amo ne sono certo
  10. Ritratto di vecchio allo specchio

La raccolta

Una raccolta di poesie anomala rispetto alle altre produzioni di Gianni, che arriva dalla beat generation e ha raccontato del fango, del dolore, poetato l’insofferenza, la delusione sia politica sia spirituale, ha approfondito il suo linguaggio di “carne”, fatto di cemento, ferro, martello e cazzuola, ha esplorato la sua fanciullezza, dall’esterno e dall’interno.” Ma poi, nello scorrere del tempo, una sorta di inaridimento, ha fatto sì che guardandomi allo specchio vedessi la faccia di un vecchio rancoroso e senza miraggi. Di notte non dormo soffro o godo di un’insonnia creativa, scrivo e compongo di notte, e quella notte magica, guardando il viso addormentato della mia compagna, ho sorriso  e ho cominciato a scrivere dell’amore, quell’amore che ho sempre avuto dentro di me. Ora mi chiedo chi sono? Sono il poeta urlante novello Savonarola, o sono l’innamorato dell’amore? La risposta è semplice, ho una sorta di bipolarismo creativo, sono entrambi!” (Gianni Venturi).

L’intera opera è  illustrata dalla grafica di Gigi Cavalli Cocchi, batterista storico dei primi 4 album di Ligabue nonché C.S.I, oltre che musicista grafico d’eccellenza. Vuole essere una raccolta di tutti e per tutti. La poesia è notoriamente snob, una vecchia signora che nulla fa per farsi comprendere, attende che il fortunato ne colga il verso, Gianni però vorrebbe proporre un linguaggio accessibile a vari livelli.

www.giannijonathanventuri.it

https://www.facebook.com/AliceAndPeterOfficial

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