Da LIVIDI a tutta la sua vita, giù la maschera per CLAUDIA SACCO

Da LIVIDI a tutta la sua vita, giù la maschera per CLAUDIA SACCO

Diamo oggi il benvenuto a CLAUDIA SACCO, artista poliedrica che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro LIVIDI, condividiamo con piacere l’intervista a CLAUDIA SACCO, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Scopriremo interessanti retroscena musicali e di vita, CLAUDIA SACCO ci racconterà con quelle che sono le collaborazioni, fra le quali con Sorry Mom!, le esperienze, come BE NEXT MUSIC e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a CLAUDIA SACCO!

Ciao Andrea, ecco qui le risposte per l’intervista di Claudia Sacco.

Come sempre ti ringrazio per la disponibilità e la professionalità che metti nel tuo operato, è davvero un piacere!

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Da: Claudia Sacco <claudia.sacco06@gmail.com>
Date: lun 6 dic 2021 alle ore 15:31
Subject: Re: Intervista da Andrea Infusino
To: Lorenzo Ricci <riccilorenzo94@gmail.com>

Com’è nata la passione per la musica? Studi, gavetta, sudore e soddisfazioni… vogliamo conoscere la tua storia, tutto il suo percorso! 

A dir la verità ho iniziato a cantare prima ancora di parlare, così già a quattro anni i miei genitori mi hanno iscritto a dei corsi privati di musica e canto.
Poi intorno ai 10 anni ho iniziato a dire che da grande mi sarebbe piaciuto dirigere un coro e i miei han pensato bene di iscrivermi ad un coro. Ho scoperto gli Harmonici di Bergamo, molto più di un coro, una vera famiglia: con loro sono cresciuta molto. Sempre con l’obiettivo di dirigere un coro, un Maestro mi consigliò di studiare uno strumento musicale, meglio il pianoforte, quindi a 12 anni ho iniziato a prendere lezioni di piano e da lì mi si è aperto un mondo. Studiavo i classici brani del Bayer ed il solfeggio, ma allo stesso tempo non potevo fare a meno di creare melodie e colonne sonore.
Un giorno mia sorella Giulia, che ha due anni più di me e fin da piccola è sempre stata appassionata di scrittura, mi ha chiesto se potevamo provare a scrivere una canzone insieme, e così, un po’ per gioco, abbiamo iniziato. È nata la prima demo “Piume Di Cobalto”, poi “Tra Il Silenzio e Il Rumore” e a seguire tutte le altre che abbiamo pubblicato sul mio canale Youtube.
Penso che non sempre uno abbia chiaro fin da piccolo cosa vuole fare da grande, a volte ci si arriva andando un po’ a zig-zag, come nel mio caso. Sicuramente avevo in mente di fare musica, ma probabilmente non avevo ancora messo bene a fuoco come. Ora so quale è il mio obiettivo e ce la metterò tutta per raggiungerlo.

Com’è nato “CLAUDIA SACCO” e il suo personaggio, il suo sound?

Quando studi musica per tanti anni, con tanti insegnanti diversi, nelle sue diverse forme, ti crei una base teorica di come la musica andrebbe costruita. Poi per anni ascolti tanta, tantissima musica, perché ti piace, perché te la fanno ascoltare, generi diversi, epoche diverse, dalla musica classica al pop moderno, passando per Mercedes Sosa, Johnny Cash, la musica popolare irlandese, fino a Lenine, e ti fai un’idea di come con solo sette note si possano fare tante cose così diverse. Ascolto anche tanta musica commerciale sia italiana sia straniera, con un’attenzione particolare all’Indie.
Questi sono i punti di partenza, poi il mio processo creativo è influenzato dal mio mood giornaliero, da che strumento ho in mano, da quello che voglio dire con la mia canzone. Mi capita di rimaneggiare musiche e canzoni che avevo imbastito un paio di anni fa, poi accantonate, ed oggi il risultato è sorprendentemente diverso.
Ora  frequento il terzo anno del Liceo Musicale di Livorno, dove studio canto e pianoforte.
Mi piace comporre musica col piano o con la chitarra, mentre i testi delle mie canzoni, che inizialmente  scrivevo insieme a mia sorella Giulia, adesso ho cominciato a scriverli personalmente e penso che mi rispecchino di più.
So bene che le canzoni che ho pubblicato all’inizio erano solo delle demo, ma se non le avessi pubblicate, di sicuro nessuno mi avrebbe notata, non avrei ricevuto proposte discografiche o contratti che adesso mi permettono di fare delle crescite maggiori.
A luglio 2020 ho partecipato al Concorso Voci d’oro di Montecatini, vincendo il primo premio con la canzone “Cuori Per Bersagli”. Anche questa vittoria ha contribuito a farmi ascoltare e conoscere, attirando l’attenzione della Sorry Mom! con cui ho firmato il contratto il 1 agosto 2020 e con cui ho pubblicato i miei primi tre singoli “Emma”, “America “ e “Lividi”.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per LIVIDI?

Posso dire che è così per praticamente tutte le mie canzoni, ma non lo è stato per “Lividi”.

Mi piace molto con le mie canzoni raccontare sensazioni o vicende che possono essere comuni anche ad altre persone, cercando però di analizzarle da un punto di vista diverso, da quella visuale che faccia pensare “non ci avevo mai pensato, però è effettivamente così”. Ecco di solito queste canzoni mi fuoriescono di getto, magari per ispirazione di una frase o di una parola, che mi fa venire l’idea.
Con “Lividi” non è stato così: questa canzone è un po’ come la goccia che fa traboccare il vaso, è la naturale conseguenza di un periodo devastante, come è stato quello del Covid-19, soprattutto per noi giovani/studenti. Per mesi abbiamo accumulato tensioni, disagi, frustrazioni, aggravati dal non poter andare a scuola, non potersi confrontare con gli amici e compagni. Ho visto molte persone della mia età perdere totalmente il controllo, provocarsi autolesionismo, arrivare a compiere gesti estremi. Nei casi migliori era comunque necessario un supporto psicologico. Io non sono arrivata a questi livelli, ma devo ammettere che anche per me è stata una fase abbastanza problematica, che si è andata a sommare a tutte le varie insicurezze che sono già comuni nell’adolescenza. Diciamo quindi che questa canzone nasce come naturale conseguenza di questo accumulo di stress.

Rappresenta temi molto toccanti che ci coinvolgono durante l’adolescenza, come l’autocritica e l’insicurezza. Parla di una ragazza che si è creata una “bolla” dentro la quale continua a giudicarsi, a ripetersi ogni giorno i suoi difetti e questo la rende insensibile alle critiche altrui. Lei si rende conto di questa situazione e vuole tornare alla normalità anche se questo le porterà sofferenza, per la forte lotta interiore.

Il lavoro è accompagnato da un video?

Il video della canzone è presente sul mio canale Youtube ed è un progetto ben strutturato.
Io, Riccardo Sanmartini e Giovanni Baracchi (rispettivamente regista e direttore luci e fotografia) abbiamo cercato, attraverso differenti setup, di rappresentare i diversi mood che caratterizzano la canzone, rendendo il video un percorso movimentato all’interno dello stato d’animo e della lotta interiore della protagonista.


È prevista l’uscita di un disco?

Abbiamo tanti nuovi progetti in divenire e l’idea di un album sarebbe un sogno che si avvera. Speriamo!

Quali sono le tue influenze artistiche?

Penso che gli influssi musicali siano soggettivi e dipendano molto dal background musicale del pubblico, quindi per la stessa canzone ascoltatori diversi possono trovare influenze artistiche diverse. Detto questo, ritengo di avere maggiori contaminazioni nel pop sia italiano sia internazionale, qualcosa anche di R&B e Indie: principalmente Dua Lipa, Meghan Trainor, Gracie Abrams, Ariete, Ultimo, Elisa. Alcuni fan hanno iniziato a chiamarmi “la nuova Annalisa”.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?

Il mio debutto ha coinciso con l’anno della pandemia e questa situazione ha reso difficile le produzioni musicali e le frequentazioni di qualunque genere, quindi anche le collaborazioni con altri artisti. Anche per questo mi auguro che l’emergenza Covid-19 volga presto al termine, perché non vedo l’ora di provare a lavorare insieme ad altri musicisti e cantanti.
Ovviamente la mia prima grande collaboratrice è mia sorella Giulia che spesso scrive i testi delle mie canzoni e con la quale sono cresciuta in simbiosi, nonostante sia molto diversa da me.


E la collaborazione con Sorry Mom! nel lavoro in promozione?

Sono molto giovane e non ho molta esperienza, inoltre è giusto affidarsi a dei veri professionisti in grado di valorizzare ancora di più i miei progetti musicali, curando Management, Ufficio Stampa, Booking e Marketing, così io posso continuare a concentrarmi sulla musica.
Sorry Mom! sono assolutamente il top in questo e sono felice di aver trovato delle persone speciali anche a livello umano, cosa per me molto importante.


Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Attraverso la musica cerco di conoscere me stessa e tutto ciò che mi circonda e la uso come linguaggio emozionale per farmi capire da chi mi ascolta.
Le mie canzoni trattano di situazioni che mi stanno a cuore, cose per me importanti o che mi emozionano e penso che le mie sensazioni siano condivisibili anche dagli altri. Con la musica cerco di far vibrare in chi ascolta le corde giuste per suscitare emozioni.


Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi come BE NEXT MUSIC?

Sin da quando ero piccola ho fatto molte esperienze di live e concerti, sia come solista che all’interno del coro di cui facevo parte. Devo dire che le esperienze più belle sono state quelle in cui cantavo da solista accompagnata dietro da tutto il coro e l’orchestra, davvero emozionante!
Solo nell’ultimo anno ho però potuto presentare al pubblico la mia musica e le mie canzoni. A causa del Covid non sono state molte occasioni, ma ho davvero dato il massimo, cercando di esprimere tutta me stessa e devo dire che è stato bello trovare l’apprezzamento del pubblico, una conferma che la mia musica piace e sto andando nella direzione giusta.
Qualche anno fa avevo fatto anche un Tour Music Fest: ero la più piccola, avevo solo otto anni, ma mi era piaciuta l’atmosfera che si era creata, visto che facevamo anche dei lavori di gruppo, e alcuni insegnamenti appresi durante quegli stages li uso tuttora.
Una forte gratificazione l’ho avuta al Concorso Voci d’Oro di Montecatini Terme, dove ho vinto il primo premio per la categoria Junior. Mi piace cimentarmi e mettermi ogni tanto alla prova con questi concorsi, sia per divertirmi sia per confrontarmi con altri artisti.
Questa estate ho partecipato al talent The COACH, che va in onda fino a giugno sul canale tv 7Gold tutte le sere alle 19. Ho passato la prima fase ma non posso fare anticipazioni: conviene guardare la trasmissione!


Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

La scena musicale italiana è ancora molto condizionata da alcuni mostri sacri, i giganti della canzone italiana degli anni 80 e 90, che catalizzano il grande pubblico, capace di perdonargli anche qualche momento di debolezza. Ogni tanto passa qualche meteora all’apparenza luminosa, ma secondo me destinata a spegnersi con la stessa intensità con cui si è accesa.
Cercando con cura si trovano anche elementi preziosi che andrebbero incoraggiati di più dandogli più visibilità e ascolto. Apprezzo quegli artisti che sanno avere un loro stile senza essere ridondanti o senza conformarsi troppo alle richieste radiofoniche. Sarebbe bello trovare ancora qualche mecenate della musica che voglia investire su queste gemme rare.

 


Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Oltre a “Lividi” il mio ultimo singolo che è appena uscito e ad “Emma” a cui sono molto legata perché è stato il primo ad uscire e si basa su una storia vera, vi consiglio di ascoltare “America”, che è uscito a luglio ed è la prima canzone di cui ho scritto personalmente sia la musica sia il testo. Parla di come si andrebbe fino in capo al mondo per una persona a cui si tiene moltissimo, come nel caso di un’amicizia speciale.

Si vorrebbe essere i primi a scoprire il Nuovo Mondo solo per poterlo regalare a questa persona e vedere stupore e meraviglia affiorare sul suo viso, nella volontà di costruire nuovi ricordi insieme.


Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Dal punto di vista umano la situazione è drammatica e se devo guardare il mio punto di vista di adolescente e studente non posso far a meno di esprimere una forte preoccupazione. Mi ritengo una persona equilibrata e ben piantata per terra, ma devo ammettere che in alcune circostanze ho fatto fatica a mantenere il controllo.
In questo senso la musica per me è sia un’arma sia uno scudo e mi sta aiutando tantissimo. Poi probabilmente ciascuno trova la sua valvola di sfogo e piano piano riusciamo ad andare avanti.
Il Covid-19 ha portato grandissime problematiche in tutto il mondo e il settore della musica è stato il più colpito perché si basa principalmente su eventi dal vivo come concerti e concorsi con grande affluenza di pubblico.
Dobbiamo far fronte a questo reinventandoci, magari continuando a fare musica ma in forme diverse, sfruttando le nuove tecnologie, prendendo questo periodo come un investimento, per trovarci poi pronti e carichi appena potremo tornale alla normalità.
Dobbiamo però anche fare in modo che le opportunità offerte da queste tecnologie non diventino normalità perché secondo me il legame diretto tra chi suona e chi ascolta è troppo importante.
Non vedo l’ora di poter tornare su un palco o vedere un concerto dal vivo.


Sorprese e anticipazioni. Cosa bolle in pentola e a cosa stai lavorando?

Sorry Mom! e Be NEXT Music hanno da sempre creduto in me e visti anche i buonissimi risultati che stanno avendo i primi tre singoli pubblicati penso che ci saranno importanti novità che riguardano la distribuzione, ma non voglio spoilerare troppo.
Sto già lavorando a quattro nuovi singoli che verranno prodotti con la collaborazione dei Take Away Studios e usciranno a breve.
Mi sto preparando per un concorso piuttosto importante che potrebbe aprirmi qualche strada in più per eventi anche significativi.
Inoltre, a gennaio compirò 16 anni e questo mi darà la possibilità di fare qualche esibizione live in alcuni locali che ospitano serate dal vivo, magari iniziando dalla mia zona in Toscana.

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