BORDERLINE e altre storie, raccontate direttamente da YadRose

BORDERLINE e altre storie, raccontate direttamente da YadRose

Diamo oggi il benvenuto a YadRose , nome d’arte di Giada Salvati, artista poliedrica che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro BORDERLINE, pubblichiamo con estremo interesse l’intervista a YadRose , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita, YadRose si narrerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a YadRose !

Com’è nata tua la passione per la musica?

La mia passione per la musica è nata quando ero molto piccola e non mi limitavo ad ascoltare musica e basta ma sentivo il bisogno di scrivere e cantare. Sentivo sempre il bisogno di esprimermi così e mi sono sempre legata tanto agli artisti che mi hanno accompagnata nel corso di questi anni. Ho sempre avuto il sogno nel cassetto di fare un EP e finalmente ad oggi si è realizzato.

Dietro un personaggio può esserci 1, 100 o 1000 persone. Chi è YadRose e il suo personaggio?

YadRose non è un personaggio, sono io. YadRose è un’artista, cantautrice senza etichette riduttive di genere perché la musica è sentimento, non va catalogata, a mio avviso. Durante l’adolescenza passavo da Lady Gaga a Eminem a Marilyn Manson e forse è stato proprio questo approccio flessibile che mi ha permesso di avere questa consapevolezza ad oggi. E sono anche fermamente convinta che l’essere umano sia flessibile per natura e che quindi sia banale auto classificarci e definirci. Siamo tutti un po’ Vitangelo Moscarda, no? Uno, nessuno e centomila.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per BORDERLINE?

Beh, sicuramente l’ispirazione non si può comandare. Ci sono periodi in cui scrivo e scrivo senza sosta mentre altri in cui non trovo le parole giuste. Borderline è uscito abbastanza di getto, nel giro di un mese erano già pronte tutte e sei le tracce del disco. Forse sarà perché venivo da un periodo carente dal punto di vista di produttività, era molto che non scrivevo perché presa da altri impegni e poche possibilità o sarà stato l’entusiasmo di realizzare quel piccolo grande obiettivo di una vita, fatto sta che la maggior parte dei testi li ho scritti in una nottata in bianco e l’album l’ho chiuso in un mese.

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

No, per i brani non sono presenti videoclip ufficiali ma la grafica dell’album unita a tutto l’immaginario di foto pubblicate rispecchiano bene il concept, a mio avviso. L’idea di base è sempre questo contrasto, questa linea di confine (ing. borderline) tra bene e male, amarsi e odiarsi, luce e ombra.

È prevista l’uscita di un disco?

Dopo questo primo EP ci sarà un periodo in cui mi dedicherò a progetti individuali ma non escludo in futuro la possibilità di lavorare a un vero e proprio disco.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

Non so quanto si possa definire percorso dato che è appena iniziato. A 11 anni ho iniziato a scrivere i primi testi, facevo cover di brani pop e scrivevo i miei, poi mi sono spostata sui freestyle iniziando già a contaminare i generi fra loro ma per molto tempo lo sapevamo solo io e un mio amico che mi supporta da quando avevo 14 anni. Sognavo di fare un EP e mi limitavo a cantare e registrarmi dal telefono. Dopo un periodo di stop forzato ho capito che mi mancava fare musica, che da tempo avevo questo bisogno che stavo reprimendo e avevo bisogno di dargli lo spazio che meritava. Così nasce YadRose. E da lì a poco l’uscita di Borderline e oggi sono qui a parlarne.

Quali sono le tue influenze artistiche?

Come accennavo prima ho ascoltato e tuttora ascolto veramente di tutto. Artisti che mi hanno formato: David Bowie, Marilyn Manson, Lady Gaga. Influenze del momento: Stromae, XXXTentacion, The Weeknd.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?

Al momento collaboro con Giuliano Maugeri aka Mauge Rose. È il mio producer ed è presente anche nel brano ‘’Angeli’’. L’altro brano con un featuring è ‘’Me Ne Andrò’’ insieme a Eagle, mio caro amico. Sono gli unici due feat del disco e attualmente sono le uniche collaborazioni fatte.

E la collaborazione con Rose nel lavoro in promozione?

Rose è stato fondamentale nella realizzazione dell’EP. È la mia controparte artistica, musicalmente siamo sulla stessa lunghezza d’onda e abbiamo un rapporto di stima e amicizia reciproca oltre che di lavoro. Mi auguro di continuare a lavorare insieme su tutti i progetti futuri e di toglierci tante piccole grandi soddisfazioni insieme.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Per me l’arte, in questo caso la musica, è forse il veicolo di comunicazione più efficace che ci sia. Non servono troppe parole, ne bastano il minimo per arrivare alla gente e scuoterla dentro. Non ho presunzioni né standard irrealistici perché penso che siamo tutti diversi e viviamo tutti cose diverse, quindi è impossibile arrivare a tutti allo stesso modo. L’arte è un linguaggio universale ma ha tante sfaccettature il cui apprezzamento dipende da preferenze e situazioni individuali. Si deduce quindi che il motivo principale per cui faccio arte è per me, perché mi fa bene, perché ne ho bisogno per me; solo in un secondo momento mi auguro di arrivare a qualcuno e aiutarlo a scavarsi dentro.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Ho iniziato da poco ad espormi con progetti musicali quindi non ho un’ampia collezione di live alle spalle. Nel corso dell’ultimo anno ho partecipato a diversi contest, fra cui quello per Real Talk, HRT Magazine e l’All U Can Beat Contest ottenendo un discreto riscontro. Parlando di pubblicazioni, con un freestyle ho anticipato l’uscita di Borderline che è il primo progetto ufficiale di YadRose.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

La scena musicale italiana è molto valida. Ci sono artisti come Izi e Madame che sono i più forti nel loro genere, a mio avviso, con cui sogno di collaborare un giorno. Anche tra le nuove scoperte ci sono talenti come Blanco che escono un po’ fuori dall’ordinario. La cosa che non capisco è perché oggi ci sia la tendenza diffusa di ostinarsi a copiare gli altri, perché diventare tutti uguali piuttosto che mantenere una propria identità, specie tra emergenti.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Oltre a Ego vi consiglio di ascoltare le altre tracce del disco perché rappresentano una continuità e sono tutte complementari tra loro.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Sicuramente è un periodo difficile da vivere, sia come persona che come artista. Il lockdown ha penalizzato molto il mondo della musica e degli artisti in generale, togliendoci la possibilità di organizzare live ed eventi vari. Comunque cerco di scrivere e portarmi avanti con i progetti futuri.

Progetti a breve e lungo termine?

Sto scrivendo tanto e sto lavorando tanto. Ho in programma tante cose ma aspetterò che arriverà il momento giusto per raccontarle.

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