Simone Cozzetto, giovane e talentuoso musicista si racconta

Simone Cozzetto, giovane e talentuoso musicista si racconta

Accogliamo calorosamente a Simone Cozzetto, artista poliedrico che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnato nella promozione del disco The weight of the wind, leggiamo con curiosità la bella intervista a Simone Cozzetto, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Leggeremo di più sulla vita musicale e artistica, Simone Cozzetto ci racconterà con quelle che sono le collaborazioni, fra le quali con Sincom Music, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Simone Cozzetto!

Com’è nata la passione per la musica?

Sin Quando ero bambino ,in casa mia, si respirava aria di musica. Mio padre (batterista) e mia madre (cantante) suonavano in un gruppo Jazz ed io assistevo spesso alle loro prove. Rimanevo davvero incantato e, per me, quelle 2 / 3 ore passavano molto velocemente . Ricordo inoltre avevamo due grandissime casse nel salone di casa e mio padre metteva LP e CD di ogni genere. Passavo mattinate ad ascoltare:  Pink Floyd, Genesis, King Crimson, Incognito, The Police e tantissimi altri artisti. In particolare rimasi trafitto dallo stile inconfondibile di David Gilmour chitarrista a cui devo indubbiamente l’inizio della mia carriera.

Com’è nato Simone Cozzetto e il suo personaggio, il suo sound?

Penso che una questione fondamentale nella scelta di un nome sia quanto questo sia unico. In Italia esistono cognomi comunissimi: Bianchi,Rossi, Proietti ecc ecc. Io ho la fortuna di avere un cognome abbastanza particolare. Anche cercando altrove, ho trovato pochi omonimi e quindi ho semplicemente lasciato i miei dati angrafici. 😛  Riguardo il personaggio: La mia vita è stata caratterizzata da tanissime esperienze: paradossali ed alcune difficili.  Alcune esperienze ti cambiano la vita e di conseguenza la visione artistico musicale. Anche se non mi piace categorizzarmi per genere penso di avvicinarmi al Rock Sinfonico con sfumature Prog Rock. in verità mi si attribuisce un genere innovativo chiamato: ”Rock Onirico”. Io cerco di imparare sempre da ciò che sono le mie tradizioni musicali e creo  una congruenza musicale tra i generi che amo. Grazie alla mia crescita musicale e allo studio accademico ho avuto il piacere di suonare tantissima musica. Penso di aver unito molti generi tra loro per arrivare a quello che scrivo: dai Pink Floyd, Genesis, King Krimson, Supertramp,A-ha  alle colonne sonore di Hanz Zimmer, Alan Silvestri  fino ai cantautori Italiani e stranieri. Ho sempre ascoltato chitarristi del calibro di: Al Di Meola, David Gilmour, Kee Marcello, Gary Moore, Allan Holdsworth.  Quando compongo ed arrangio un brano, inoltre, trovo fondamentale mettermi al servizio del pezzo senza mai uscire fuori contesto. Penso che un solo , ad esempio, abbia bisogno di un equilibrio tra ” parte melodica” e tecnica ma in tantissimi casi odio l’agonismo o il virtuosismo non motivato. Difatti punto per fondamentale è considerare anche la tipologia di suono o strumento per una parte. 

Come è stato concepito il lavoro THE WEIGHT OF THE WIND?

Io penso di far parte di una categoria di artisti che esprime un concetto, il quale molte volte non può essere definito in un singolo titolo o brano ma necessita di un intero Album . Per questo di solito creo Concept.  L’album rappresenta una fase che ho vissuto in un momento difficile della mia vita e rispecchia il peso del giudizio , la caduta e la condanna al declino fisico morale. Se osservate  questa descrizione può essere un parallelismo perfetto con Lucifero. Difatti protagonista dell’album è proprio quest’ultimo, figura per antonomasia della disfatta sofferta e in parte orgogliosa.Inoltre è l’affermazione rabbiosa della propria identità che passa, per questa figura biblica come per l’uomo stesso, attraverso la sfida a ciò che è percepito come imposizione o costrizione.Lucifero è l’ultimo tentativo di ribellione durante la condanna. Una figura ambivalente:  Da Cherubino invidiabile diviene Angelo caduto e vero e proprio persecutore dell’anima. Lucifero rappresenta la caduta di ogni essere umano che sente di subire , a causa delle proprie scelte o per le circostanze avverse della vita stessa, il peso del giudizio e l’agonia della sofferenza. L’album ha contrasti tra luce e ombra , aperture e chiusure creando una sorta di vero incontro tra Paradiso ed Inferno.


Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

Nella mia vita musicale ho lavorato per molti artisti. Collaborato in Album Rock, Pop e Prog. Dopo tanti anni dedicati alle Cover Band , ad essere turnista e a definire il mio stile chitarristico nel 2016 ho deciso di far uscire il mio primo lavoro solista: ”Wide Eyes”. Album Oneiric Rock, Prog Rock, Symphonic Rock che prevedeva all’interno 13 tracce e alcune collaborazioni con Kee Marcello, amico, grande chitarrista, nonchè Ex componente degli Europe. Ho realizzato l’album suonando, arrangiando tutti gli strumenti tranne la voce e la batteria e qualche arco in alcuni brani. Ho avuto la fortuna di conoscere un amico e cantante strepitoso: Francesco Marino con il quale si è creato un legame fraterno. L’album ha avuto buoni Feedback all’estero anche da personaggi di massimo rilievo e il 24 novembre 2018 è stato ripresentato live con Kee Marcello ospite. Dopo molti altri concerti il 31 dicembre 2020 è uscito: ”The Weight Of The Wind”.  

Quali sono le influenze artistiche?

Dai  Pink Floyd, Genesis, King Krimson, Supertramp,Emerson Lake e Palmer,  Banco del mutuo soccorso, Camel, Area, Incognito, Pooh alle colonne sonore di Hanz Zimmer, Alan Silvestri, Danny Elfman  fino ai cantautori Italiani e stranieri. Inoltre ho sempre amato studiare lo stile chitarristico di molti mostri sacri: Al Di Meola, David Gilmour, Kee Marcello, Gary Moore, Allan Holdsworth,

Quali sono le collaborazioni musicali?

Kee Marcello (Ex Chitarrista Europe), William Stravato (Greg Howe, Gouthre Govan, Ian Paice) , Alessandro Inolti (Batterista Fabrizio Moro), Giacomo Anselmi ( Goblin Rebirth, Andrea Ra), Daniele Pomo (  Ranestrane, Steve Rothery dei Marillion, Steve Hogarth)

E la collaborazione/i con nel lavoro in promozione?

Francesco Marino (Voce) , Daniele Pomo (batteria) , Roberta Palmigiani (Viola e violino)

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Vi cito una frase di Nietzsche: ”Di tutto quello che è stato scritto, io amo solo quello che uno scrive col suo sangue: scrivi col sangue e vedrai che è spirito. Chi scrive col sangue e per sentenza, non vuole essere letto ma imparato a memoria” .Credo che il messaggio della mia musica (se di messaggio si può parlare) sia trasmettere questa visceralità di esperienze e senzazioni, nella loro forma più cruda e ma a tratto poetica se vogliamo, cercando poi, attraverso il lavoro compositivo e musicale, di innalzare tutto e di riportare ogni cosa in una sfera ragionata ed elevata.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

Ho iniziato a fare concerti sin da quando ero appena 13enne. Dai piccoli Pub alle grandi piazze. Suonato nei più grandi locali di Roma come: Cross Roads, Stazione Birra, Piper, Palarockness e tantissimi altri.  In molti teatri. Ho avuto il piacere di entrare  ( verso il 22/23 anni) in una delle tribute band dei Pink Floyd più riconosciute in Italia.  Formazione composta da ben 10 componenti.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

In questo momento in Italia contano purtroppo solo i Talent . A mio parere non è un processo sano per la crescita di un gruppo ma evidenziano per lo più un solo strumento ” La Voce”. Inoltre ,purtroppo, mi è capitato di vedere persone abbatanza competenti giudicate da non competenti.  Mi chiedo poi quanto conti la figura dell’artista dentro questi Talent dove ”Gli artisti” vengono ripresi nei camerini in lacrime o durante i litigi solo per creare Audience. Non vorrei poi parlare del lato discografico. Nella musica è altro per me.  Mi viene da pensare che un gruppo come i Pink Floyd nel 2021 non sarebbero mai diventati famosi. Penso che sicuramente cambierei modo di scegliere gli artisti valutando di più la competenza e l’essenza.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Sicuramente tutto il mio primo concept Album : ”Wide Eyes” (2016). All’interno ci sono delle anime differenti ma complementari:  The Void  (Più Romantica) , The Spiral Of Dust ( Rock Symphonico/ Prog Rock) , The Diamond ( Brano più duro rispetto agli altri) .    

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

 A tutti noi i musicisti/artisti manca stare sui palchi, il contatto i fans e i nuovi volti. Manca l’adrenalina di suonare davanti a tantissime persone, la soddisfazione di una bella performance,  vedere qualcuno commuoversi ed essere felice. Questa grande macchina lavorativa ,quale è la musica, non è fatta solo da musicisti ma da un intero gruppo di persone che lavora e ci mette il cuore : addetti agli Studi di registrazioni ,ingegneri audio, ingegneri delle luci, musicisti e tutta la crew.  

Quali sono i programmi futuri?

Oltre alla promozione di ”The Weight Of The Wind” ,nella speranza di tornare a suonare ”Live”, sto lavorando ad un altro progetto solista con tanti artisti e musicisti strepitosi di fama Nazionale ed Internazione.  Il lavoro sarà un proseguimento concettuale di questo Album.


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