Re del Kent band alternative rock milanese, come non li avete mai letti

Re del Kent band alternative rock milanese, come non li avete mai letti

Re del Kent sono una band alternative rock… Non nascono nel Kent nel 500… Ma nel 2019 a Milano, il giorno in cui il mondo celebra Sant’Etelberto, per loro, unico vero re del Kent. Si formano dalle ceneri dei Total Rickall, esperimento che ha portato all’incontro di Dario (voce e chitarra) e Omar (Basso). Si aggiungono poi Massimiliano (batteria) e Daniele (chitarra), per formare quello che oggi rappresenta un gruppo alternativo e con interessanti contenuti da scoprire. Ringraziamo quindi Dario, Omar, Massimiliano e Daniele per questo spaccato della loro vita artistica e personale: un racconto scanzonato ma che fra le righe deve farci riflettere. Segnale di uno stile comunicativo, insito nel gruppo, che riesce in modo semplice e non convenzionale a spaziare fra argomenti anche diametralmente opposti, trattati tutti con lo stesso rispetto.

Com’è nata la passione per la musica?

Diciamo che è stata tramandata… Quando tuo padre ascolta e colleziona dischi di Beatles, Pink Floyd, Who e Led Zeppelin c’è poco da fare. Potremmo anche fare altre mille nomi in realtà…

Cosa significa e com’è nato il nome “Re del Kent” e il suo sound?

Il nome nasce dal patrono del 24 febbraio, che è anche il titolo del nostro primo ep, uscito molto poco casualmente lo scorso 24 febbraio per celebrare il primo anno di Re del Kent.

La storia è legata più al nostro incontro che a motivi religiosi comunque.

Per quanto riguarda il sound diciamo che siamo molto legati ai Nirvana ed il grunge, le chitarre elettriche sporche distorte l’alternative italiano anni 90/00. Non è che abbiamo mischiato tutto… Ma quasi. Anzi no, abbiamo mischiato tutto.

Come è stato concepito il lavoro “Sottocultura“?

È stato concepito in 2 sale prove, una sotto una pasticceria e una sotto un supermercato. Come spesso ci è successo siamo partiti da un testo che avevamo in mente e poi abbiamo sviluppato il resto. E comunque nella seconda sala prove siamo stati più creativi, forse perché era pure più facile reperire birre per idratarsi durante le prove. Chissà

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

Bè… Dal punto di vista live poteva andare meglio, anche perché dopo il release party dell’ep 24 febbraio è successo quello che è successo. Per quanto riguarda il resto è stato un crescendo, sia dal punto di vista compositivo che di feeling nella band. Lo si sente anche nell’evoluzione del sound ascoltando i due dischi.

Quali sono le influenze artistiche?

Come influenze facciamo tre nomi a caso:

1 – Nirvana, che abbiamo sempre ascoltato un po’ tutti;

2 e 3 Verdena e Ministri visto l’amore incondizionatamente che qualcuno prova per loro e anche perché abbiamo sangue bergamasco e milanese nella band.

Quali sono le collaborazioni musicali?

Nel prossimo brano che pubblicheremo, “Milano “, avremo Magda! Una grande violinista polacca della Breslavia Orchestra. Ah… È anche la moglie di Max, il nostro batterista.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Abbiamo dei valori che trovi sia nel testo più personale sia in quello più sociale. Non trovi un testo criptico e difficile da decifrare, siamo abbastanza diretti… Ogni canzone trasmette qualcosa di suo, sicuramente non puntiamo sull’amore. Però non si sa mai……. O forse sì sa sempre.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

Abbiamo un bellissimo ricordo dell’ultimo live al rock’n’roll di Milano, giusto giusto prima di tutto sto casino. Mentre non amiamo particolarmente i concorsi. Al momento resta un argomento delicato i live… Ci viene da piangere solo a pensarci. E non solo per i nostri eh. Quindi niente, lasciateci piangere.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Qualcosa che ci piace lo troviamo sempre dai, certo adesso per trovare chitarre e rock si deve scavare un sacco in mezzo a trap, rap e pop. Non è che ci sia qualcosa da cambiare e migliorare poi, se adesso il trend è questo possiamo farci poco. Ovviamente preferivamo quando la scena indie era dominata da un altro genere…

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

Ma ascoltateli tutti che non ci piace avere preferenze. È già tanto che abbiamo scelto un singolo.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Questa passiamo. Risponderemmo solo con brutte parole. Probabilmente fareste lo stesso anche voi ehehhe

Quali sono i programmi futuri?

Stiamo iniziando adesso a scrivere i prossimi pezzi. Visto che i due dischi che abbiamo fatto uscire non hanno avuto fortuna con le tempistiche ce la prenderemo con più calma. Magari stavolta riusciamo ad andare oltre il release party e fare qualche live. Per quanto riguarda il sound sarà simile, aspettiamo a venderci alla trap.

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