Cristiano Turrini, l’intervista

n talento nato dalla passione, che scorre nelle sue vene fin dalla tenera età. Cristiano Turrini si racconta per noi, col suo mix di esperienze, di grande qualità, con la freschezza di un giovane: affamato di nuovi traguardi e nuovi successi, Turrini colleziona premi e gratificazioni l’uno dopo l’altro con un carattere volto alla scoperta e, inarrestabile, alle collaborazioni che accrescono e valorizzano il talento del cantante.

Ciao Cristiano, com’è nata la tua passione per la musica? All’età di 5 anni ero in vacanza con i miei genitori in un villaggio turistico e mi hanno catapultato su un palco. Da lì ho capito che quello sarebbe stato il mio posto. Ho iniziato a studiare canto con vari insegnanti e in varie accademie di musica ma anche di recitazione e doppiaggio per ottenere una formazione più completa. Da un po’ di anni sono diventato vocal coach e negli ultimi 5 anni mi sono immerso nella scrittura e nella realizzazione dei miei brani con un team che mi segue e sostiene. 
Complimenti per “Kuala Lumpur” grazie al quale ti sei aggiudicato l’ambita vittoria del contest Deejay On Stage e la rotazione del brano sull’omonima Radio Deejay, ma com’è nato questo brano? Intanto grazie mille per i complimenti! “Kuala Lumpur” nasce in un momento importante del mio percorso, in cui ero alla ricerca di un’identità artistica sempre più definita e in equilibrio tra il mercato discografico e la mia vocalità. Come di consueto ero in studio con il mio amico e produttore Marco Canigiula e, guardando un video su YouTube, ci siamo lasciati catturare dai generosi scenari della Malesya. Nasce così l’idea di voler ambientare “la fine di una storia d’amore” nella meravigliosa cornice della capitale malese. Hanno preso parte alla produzione importanti musicisti: Jacopo Carlini (piano), Davide Gobello (chitarre), Matteo Carlini (basso) e Skywalker. Ognuno di loro ha reso tutto questo possibile. 
E dell’esperienza del contest Deejay On Stage, cosa ci racconti? Un grande evento che mi ha dato l’occasione di competere e confrontarmi con altri bravissimi artisti dai più svariati background e generi, spronandomi a mettere in gioco il meglio di me. Poi che dire, mi sono sentito nella “palestra dei grandi”: è stato per me un onore e un orgoglio anticipare su quel palco artisti del calibro di Mahmood e Gabbani
Quali messaggi e contenuti vuoi trasmettere con la tua arte? Nella mia scrittura tendo a rappresentare sia emozioni vissute in prima persona che emozioni in modo più generale. Mi piace il pensiero che chiunque possa ritrovarsi in quello che scrivo proprio per questo prediligo una scrittura semplice, un’alternanza di immagini e pensieri profondi che possano lasciare un messaggio all’ascoltatore. 
Quali sono le collaborazioni che più ti hanno segnato o che ancora oggi ti accompagnano? Nel mio percorso artistico ho avuto la possibilità di incontrare professionisti straordinari, da cantanti a musicisti di ogni genere. Negli ultimi anni, oltre a Marco Canigiula che segue il mio progetto da più di 5 anni, sono orgoglioso di avere al mio fianco grandi musicisti che mi accompagnano ogni giorno nel mio percorso come Davide Gobello (Fabrizio Moro), Jacopo Carlini (Giorgia, Sanremo 2020) e Matteo Carlini (Alex Britti). Con ognuno di loro c’è una stima reciproca che va oltre l’ambito artistico e proprio per questo sono ancora felice che facciano parte del mio progetto da qui all’uscita del mio album. 
Programmi per il futuro, concerti e/o album? Stiamo già lavorando a nuovi singoli e perché no alla realizzazione di un album anche grazie ad importanti collaborazioni di cui ancora però non posso parlare. Il 17 ottobre sarò sul palco del concorso “Proscenium” dove sono stato selezionato tra i finalisti con il brano “Guernica”, e avrò l’onore di esibirmi sul palco con un’orchestra dal vivo. E poi ritenterò la carta di Sanremo Giovani perché no, sperando sia la volta buona!

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