Onorati e privilegiati, diamo il benvenuto a Demonaco , artista poliedrico che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Parole sole”, condividiamo con piacere l’intervista a Demonaco , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Scopriremo interessanti retroscena musicali e di vita, Demonaco ci racconterà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto a Demonaco !
Com’è nata tua la passione per la musica?
Mio padre suonava le canzoni per me, mio fratello e mia madre ogni tanto, quindi credo sia grazie a lui. Però il primo vero ricordo che ho della musica è quando, nella casa in montagna a Roccacaramanico, un minuscolo paesino in Abruzzo, suonava per noi mentre eravamo attorno al fuoco e andava via la luce per via della neve forte o altro. Suonava per non farci spaventare, spesso canzoni napoletane; grazie alla musica tutto diventava magico, il tempo si fermava, la luce tornava e nemmeno ce ne eravamo accorti. Poi ho sempre fatto finta di inventare parole, imitavo Pavarotti da bambino e, crescendo, ho scoperto i Red Hot Chili Peppers per puro caso, comprando un CD di contrabbando. La settimana dopo avevo un basso e un amplificatore e volevo solo suonare.
“Demonaco” vogliamo sapere di più dei tuoi superpoteri…!
Vista ai raggi drinks e mani di fata!
Scherzo, penso di non averne nemmeno uno, però so cucinare.
Come è stato concepito il lavoro “Parole sole”?
Il brano nasce da un errore in una sala prove a Bologna, una sala che si trova sottoterra in una strada del centro. Un giorno ero andato lì da solo per provare prima di un live in acustico; il tecnico mi ha aperto e se n’è andato. Nel momento in cui mi sono avvicinato al microfono ho sentito un eccessivo riverbero: c’era un’eco fortissima! A questo punto ho scritto di getto la frase “con un’eco infinita danzerò”. Ho continuato a buttar giù il testo e in pochi minuti avevo già composto la prima stesura. Mentre cantavo con quell’eco potentissima mi sono sentito in una stanza vuota, solo come le parole che rimangono ferme dentro di noi e ci tornano in mente quando non si sta più insieme.
Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?
Il video è stato girato abbastanza velocemente, così come è stata concepita questa canzone. La cosa particolare dei miei video è che curo la regia da solo poiché, oltre a essere musicista, sono anche videomaker; quindi, purtroppo, sono molto esigente dal lato delle immagini video. Anche delle vecchie uscite ho curato i video e in alcuni mi sono proprio divertito. Andateli a vedere sul web.
Il lavoro sarà contenuto in un EP/Album?
Parole sole fa parte delle 12 tracce che comporranno l’album in uscita a metà settembre 2026: La Casa Brucia. Questa è la prima volta che ne parlo, quindi sappi che hai l’anteprima. Il disco è stato arrangiato da me e da Baco Giovanni Cristino, pianista del progetto e mio braccio destro – e anche sinistro, a volte – e prodotto da Bruno Belissimo: un producer che suona con molti big italiani e ne produce altrettanti.
Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?
Pieno di pause, che non sempre sono state dettate dal mio volere, però anche pieno di soddisfazioni, concerti e persone bellissime che ho incontrato durante questi anni. Sicuramente ho tanti nuovi amici da quando ho deciso di tornare a fare musica.
Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Provo sempre a non cercare parole banali mentre scrivo, però i contenuti sono sempre diversi. Una volta mi ero fissato che volevo scrivere una canzone sull’anima di un cane, parlando però di razzismo. Quindi penso che l’importante sia veicolare sempre un messaggio in quello che diciamo; arrivare con la musica alle persone è un compito importante perché le parole hanno sempre un peso, anche se sono aria in movimento.
Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?
Negli anni sono uscite un po’ di canzoni che mi hanno portato anche fortuna, però ad esempio non tutte sono andate come volevo. “Lontano da casa”, un pezzo a cui sono affezionato molto, ero convinto avrebbe funzionato tantissimo al Nord Italia e invece sta avendo difficoltà a diffondersi. Diciamo che non sempre le cose vanno come te le aspetti. Per quanto riguarda i live, ho suonato da solo, in duo con piano o tromba e in full band in diversi posti, ma per adesso il live che mi è piaciuto di più è stato quello all’Off Topic di Torino qualche anno fa. Fu proprio una bella serata e poi fu la prima volta che avevo un backstage per me e la band. Concorsi non ne faccio tanti, l’ultimo è stato “Music is the Best” per Panico Concerti. Loro sono molto carini e mi hanno dato tanti consigli utili che ancora oggi porto con me. Ah, non ho vinto! 🙂
Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Non mi posso sbilanciare e non sono un giudice; la scena è fatta da tanti artisti e artiste che ci provano proprio come faccio io: ad alcuni va bene, ad altri meno. Mi piace che siamo in tanti, almeno non mi sento solo. Non c’è nulla che possa essere migliorato da una persona sola. Magari dobbiamo tutti opporci alle dinamiche di sfruttamento del lavoro del musicista e poi far capire che anche questo può essere un lavoro. Non siamo intrattenitori, anche se è di questo che ci occupiamo.
Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?
Tutti! Non saprei scegliere solo perché ognuno dei brani che ho rilasciato finora racconta qualcosa di diverso. Direi: Lontano da casa. Penso che mi rappresenti molto e possa farmi sentire vicino a tante persone che, come me, si sono trasferite e ormai vedono la propria terra solo da lontano.
Quali sono i tuoi programmi futuri?
Andare in vacanza, l’estate è vicina… Scherzo! Sto già lavorando a nuove canzoni e questa estate farò un ritiro con alcuni musicisti e producer per lavorarci su. Devo solo raccogliere bene le idee e metterci le giuste vibes, poi il resto verrà da sé. Meglio pensare ai programmi per il presente. Step by step.