Quattro chiacchiere col talento puro dei Neida

Straordinaria intervista oggi alla band Neida, formazione poliedrica che ci vizia e seduce con la sua arte. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro “Dove il cielo si spegne nel mare”, approfondiamo con riconoscenza l’intervista alla band Neida, grati e onorati per il loro tempo e la cortesia riservataci! Entriamo più a fondo nella vita e nelle opere dei componenti, la formazione Neida si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto alla band Neida!

Com’è nata vostra la passione per la musica?

La passione per la musica è nata per tutti in maniera diversa, nel mio caso (cristian, batterista) è stato grazie alla mia famiglia di musicisti. Mio padre ha sempre suonato sassofono e fisarmonica e mia madre il pianoforte.

Descrivi “Neida” e i suoi pregi e i suoi difetti

Penso che la nostra qualità più grande sia l’entusiasmo che va di pari passo con la determinazione; per quanto riguarda i difetti mi viene in mente più una limitazione che un difetto vero e proprio, cioè il fatto che siamo tutti davvero tanto impegnati con un sacco di attività diverse quindi combinare tutto risulta un po’ difficile a volte. Lo studio e la dedizione per la musica è tanta e cresceremo sempre di più.

Prima l’uovo (il testo) o la gallina (la musica). Com’è stato il processo di creazione di “Dove il cielo si spegne nel mare”?

Il processo di creazione è frutto del lavoro del nostro produttore Marco Giorgi, di Young Records, noi siamo andati a inciderla in studio e ovviamente ci abbiamo messo cuore e anima per renderla nostra nella parte delle musiche, soprattutto durante i live. Il testo riprende la storia del film “Il cielo che si spegne nel mare” scritto e diretto da Guido Milani di cui è colonna sonora, film che tratta di un tema importantissimo che è il bullismo.

Il 6 e il 7 Febbraio è stato proiettato in oltre 1500 scuole italiane e visto da oltre 120 mila studenti.

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

Certamente, si alternano immagini della band e del film di cui né è colonna sonora.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

Per ora non è in programma nessun disco vedremo cosa ci riserverà il futuro, chissà, c’è tanta voglia di fare, la musica per noi è tutto.

In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, volete raccontarcele?

La prima formazione del gruppo era composta da Sara Peci, Fabio Cacciola e me (Cristian Maggioli). In questa fase iniziale i NEIDA muovono i primi passi studiando musica in modo strutturato, lavorando sull’esecuzione dal vivo e sull’esperienza scenica. In breve tempo sono arrivati ad avere 4 inediti, due di questi legati a delle sceneggiature di due cortometraggi che sono Battito e Battito Forever. Nel tempo il gruppo affronta una rivoluzione. La formazione cambia, come accade spesso nei progetti giovani, ma l’identità dei Neida rimane solida. Si arriva così alla nuova formazione, composta da me (Cristian Maggioli), Enya Ottaviani e Jack Delli.

Quali sono i contenuti che volete trasmettere attraverso la vostra arte?

Cerchiamo sempre di trasmettere ciò che sentiamo dentro, dai temi più leggeri a temi più importanti come il bullismo, l’amicizia e l’amore. La musica permette di trasmettere ciò che a volte si fa fatica a dire, è un linguaggio universale.

Parliamo delle vostre pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Il progetto dei NEIDA cresce all’interno delle attività di Mondorec, che offre ai ragazzi la possibilità di confrontarsi non solo con la musica, ma anche con il mondo del cinema, dei videoclip e dei cortometraggi, permettendo loro di capire fin da subito cosa significhi lavorare in un vero contesto artistico produttivo. Con il tempo i NEIDA iniziano a farsi conoscere grazie ai primi brani originali e alle esibizioni dal vivo, partecipando a eventi come il REC FILM FESTIVAL, il Baia Summer Festival, la notte rosa a Mirabilandia e il premio letterario Emily tenutosi a Vasto e iniziative locali, soprattutto sulla Riviera romagnola. Un aspetto fondamentale di questo percorso è l’unione tra musica e cinema, che diventa una cifra distintiva: le canzoni non sono solo brani musicali, ma spesso come per Battito, Forever e Dove il cielo si spegne nel mare sono colonne sonore di progetti cinematografici in cui i membri stessi sono coinvolti come interpreti.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana? E cosa cambiereste/migliorereste?

La scena della musica italiana è estremamente variegata e ricca di talento, il nostro sogno è poter essere considerati parte importante di essa un giorno, per quanto riguarda le cose da cambiare forse non abbiamo abbastanza esperienza per poterlo dire, penso che ogni artista abbia qualcosa di particolare che lo contraddistingue, ognuno esprime la sua arte come meglio crede e deve essere libero di farlo senza essere giudicato.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

Beh ovviamente direi tutti, ogni pezzo ha una sua storia da raccontare.

Quali sono i vostri programmi futuri?

Sicuramente di continuare a lavorare con costanza e determinazione e incidere altri inediti. Vedremo cosa ci riserverà il futuro ma sicuramente molte cose belle, tanta tanta musica.